Tecniche sciistiche

 

Sci alpino, sci di fondo, snowboard: ecco le nozioni basilari delle diverse tecniche in cui si declina il nostro amatissimo sport!

Sci Alpino

slalom_gigante.jpgLo sci alpino si suddivide in sei discipline, tutte sia maschili che femminili. Codificate nella seconda metà del XX secolo (eccetto la supercombinata, introdotta nel 2005), esse sono: slalom speciale, slalom gigante, supergigante, discesa libera, combinata, supercombinata (non compresa tra le manifestazioni olimpiche.

Lo sci alpino negli ultimi anni è stato influenzato dalla tecnologia che ha migliorato le prestazioni degli atleti, introducendo lo sci sciancrato, o carving, che permette di curvare senza dover far derapare lo sci. L’attività agonistica internazionale dello sci alpino è regolata dalla Federazione Internazionale Sci (FIS).

 

Sci di fondo

La tecnica classica, detta anche passo alternato o, per brevità, alternato, è stata l’unica fino agli anni 80 e si esegue utilizzando il binario tracciato su neve battuta, che consente allo sciatore un facile appoggio dello sc e una guida sicura in fase di scivolata. I bastoncini trasmettono la spinta degli arti superiori e si piantano nella neve per mezzo del puntale, mentre gli sci per trasmettere le spinta degli arti inferiori necessitano di sciolina di tenuta che consente “l’ancoraggio”, condizione indispensabile per ottenere la spinta. Durante tale fase lo sci è fermo pertanto il baricentro avanzerà con continue ed accentuate variazioni di velocità.

Tutte le forze sono espresse su piani paralleli alla linea di avanzamento, quindi non esistono grosse dispersioni, ma la necessità di ancorare gli sci crea un limite nell’utilizzo degli arti inferiori, per questo con l’aumento della velocità si utilizza il passo spinta e successivamente la scivolata spinta.skating.jpgLa tecnica di pattinaggio, detta anche passo pattinato o, più propriamente, skating, è piuttosto giovane poiché incomincia a fare la sua comparsa agli inizi degli anni 80. Nella tecnica di pattinaggio gli sci non procedono nel binario, ma scorrono alternativamente, divaricati di punta, su un terreno privo di tracce e diagonalmente rispetto al senso di marcia. A differenza della tecnica classica, lo sci, durante la spinta dell’arto inferiore, è sempre in movimento, di conseguenza i tempi di applicazione della forza possono essere prolungati. Il contatto sci/neve avviene sullo spigolo esterno. Per ottenere poi la spinta lo sci deve essere posto sullo spigolo interno e divaricato di punta in modo da creare una superficie di appoggio perpendicolare alla composizione laterale della direzione di spinta e consentirne quindi la sua efficacia senza “scappare” lateralmente.

Il vantaggio, in termini di rendimento, è che durante l’azione di spinta dell’arto inferiore lo sci può continuare a scorrere nella sua direzione consentendo così allo sciatore di mantenere la velocità anche in fase di spinta. La velocità di avanzamento risulta così più elevata rispetto alla tecnica classica.discesa.jpg
La tecnica di discesa. La pista in discesa, come del resto qualsiasi altro terreno, fa parte integrante dell’orizzonte del fondista. Non è possibile definire un buon fondista chi ha carenze tecniche in discesa.La battitura meccanica delle piste ha portato, a partire dagli anni 80, ad un atteggiamento tecnico nei confronti delle discesa più dinamico. A questo ha contribuito anche il perfezionamento dei sistemi scarpa/attacco che hanno aumentato la sensibilità e la precisione di guida.Nelle curve in discesa, a parità di capacità tecniche, dove una volta si manteneva un atteggiamento passivo ora si agisce in modo più attivo e funzionale al terreno per cercare di trovare un equilibrio ideale tra forza centrifuga e forza centripeta evitando decelerazioni inutili.

Snowboard

Lo snowboarding, conosciuto in Italia più semplicemente come snowboard, è uno sport di scivolamento su neve, nato negli anni 60 negli Stati Uniti d’America. Lo si pratica utilizzando una tavola costruita a partire da un’anima di legno e provvista di lamine e soletta in materiale sintetico simili a quelle dello sci. Lo snowboarding è divenuta disciplina olimpica nel 1998. Ai Giochi olimpici invernali del 2006 si sono disputate anche le gare di snowboardcross, sia maschile che femminile.

snowborder.jpgEsistono tre stili diversi di snowboard: freestyle, freeride e snowboard alpino. Benché gli stili siano effettivamente diversi, essi si sovrappongono e spesso è difficile separare nettamente la pratica dell’uno o dell’altro, specialmente nel caso del freeride e del freestyle.

Il freeride è lo stile più comune. Fondamentalmente il freeride consiste nello scendere per un declivio innevato con la tavola da snowboard. Questo stile comprende lo snowboard su pista e lo snowboard fuori pista. L’espressione agonistica di questo stile è lo snowboard cross.

L’obiettivo del freestyle è di prodursi in salti acrobatici e “figure” usando gli attrezzi a disposizione (ringhiere, piattaforme ecc…) e la conformazione del terreno. Per la pratica di questo stile molte stazioni sciistiche mettono a disposizione zone appositamente progettate dette snowpark. Ha molto in comune con lo skateboard (disciplina dalla quale eredita anche strutture come l’half-pipe e le ringhiere) e la maggior parte delle competizioni è dedicata a questo stile.

Lo snowboard alpino è praticato su neve ben battuta come sulle piste sciistiche, questo stile richiede scarponi rigidi simili a quelli utilizzati nello sci alpino e tavole direzionali più rigide di quelle usate per gli altri stili. La sua espressione agonistica è lo slalom.